Dispositivi MTP con Hardy Heron

•Maggio 11, 2008 • Lascia un Commento

Scrivo questa miniguida cercando di rispondere ad alcuni degli interrogativi che mi sono sorti insieme ad alcuni problemi aggiornando il mio Ubuntu alla versione 8.04.

Questo articolo è scritto basandosi su prove effettuate sull’ultima release stabile di Ubuntu, Hardy Heron 8.04, ma la maggior parte dei consigli dovrebbero essere validi anche per la buona vecchia (e forse per ora ancora migliore!) Gutsy.

Per chi non lo sapesse, iniziamo a specificare che MTP (Media Transfer Protocol) è il protocollo più utilizzato per il trasferimento di contenuti multimediali tra i riproduttori portatili e i pc.

La maggior parte dei moderni riproduttori audio/video e dei sistemi operativi è fornita di strumenti per gestire le transazioni tramite protocollo MTP, e Ubuntu non fa eccezione.

Il primo consiglio per chi volesse sincronizzare il proprio lettore con la propria libreria musicale è utilizzare Rhythmbox, il riproduttore predefinito di sistema, attivando il plugin per dispositivi MTP (Modifica –> Plugin –> Lettori portatili MTP).

Questo plugin, se tutto fila liscio, farà apparire il vostro lettore sotto il titolo Dispositivi nella colonna a sinistra di Rhythmbox. Potrete quindi visualizzare la libreria del dispositivo, ascoltarne le canzoni, cancellarle, oppure aggiungerle trascinando direttamente artisti interi, album, o singole canzoni dalla libreria del PC al dispositivo!

Ho provato il plugin su due pc con il mio Sony Walkman, e non ho riscontrato alcun problema, se non un leggero “affaticamento” della cpu nel più lento dei due durante il trasferimento delle canzoni.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per gestire il nostro lettore può quindi in gran parte ridursi a barrare la casella per attivare il plugin, tuttavia sono presenti nei repository di ubuntu alcuni pacchetti che forniscono potenzialità aggiuntive che vale la pena esaminare.

Innanzitutto vista le capacità di memorizzazione e le potenzialità degli ultimi lettori portatili molto spesso abbiamo la necessità di trasferirvi ogni tipo di file, non soltanto di sincronizzare le librerie musicali, cioè di montare sul filesystem il lettore come fosse un vero e proprio dispositivo di storage USB. Per farlo è necessario installare il software “mtpfs” (mtp file system), che è recentemente stato “impacchettato” nel repository universe di Ubuntu.

Per montare il dispositivo bastano due comandi:

1- sudo apt-get install mtpfs (per installare il pacchetto, la prima volta)

2- sudo mtpfs /CartellaDoveSiDesideraMontareIlDispositivo -o allow_other

note: il secondo comando va lanciato col dispositivo inserito, non è necessario specificare alcuna “origine” perchè mtpfs va a cercare automaticamente tra i dispositivi USB MTP collegati, e infine l’opzione allow_other è necessaria per permettere a tutti l’acceso alla cartella, direttamente da interfaccia grafica senza dover usare il terminale a suon di “sudo”!

In questo modo potremo accedere al nostro dispositivo esattamente come facciamo ad esempio con un hard disk esterno, direttamente con nautilus.

C’è infine un altro pacchetto che può essere installato, che è mtp-tools.  Questo fornisce alcune funzionalità aggiuntive, come comandi per il trasferimento dei file che permettono di non utilizzare mtpfs e quindi di non montare il dispositivo.

Non ne approfondisco il funzionamento in questo articolo perchè preferisco di gran lunga utilizzare i due metodi citati prima, comunque è anche questo disponibile nei repository, e può essere utile anche come alternativa forzata nel caso non si abbia fortuna con mtpfs.

The Grid

•Aprile 15, 2008 • 1 Commento

Visto che ultimamente su giornali specialistici, di carta o di pixel che siano, spuntano come funghi articoli che parlano di ormai vicine rivoluzioni della rete a livello infrastrutturale, e che nella maggior parte dei suddetti articoli non si capisce in cosa consista in realtà, ho deciso di fare un po’ di ricerche, e di chiarezza, sull’argomento.

THE GRID, e il “Bosone di Higgs” (o di Dio)

Come molti sanno al Cern di Ginevra è quasi pronto l’LHC, o Large Hadron Collider. Si tratta del più grande acceleratore di particelle del mondo, una struttura imponente che dovrebbe servire a “testare” le più controverse e affascinanti teorie della fisica.

Inizialmente l’inaugurazione era prevista per il 2007, poi è stata rimandata al maggio 2008 (ad Aprile è previsto un test generale) per inconvenienti tecnici.

Uno degli obbiettivi fondamentali dell’LHC dovrebbe essere quello di permettere di “vedere”, all’interno del caos provocato dalle collisioni guidate di microparticelle, il bosone di Higgs, detto anche “bosone di Dio” (!), una particella che, per dirla in modo maccheronico, secondo molti fisici dovrebbe essere la chiave per spiegare perchè le cose hanno una massa, ma la cui esistenza di fatto non è mai stata rilevata sperimentalmente. (mi scuso con qualunque fisico avesse letto questo paragrafo!).

La parte più interessante per gli amanti di internet però è un’altra. I ricercatori infatti pensano che far collidere tra di loro le particelle all’interno dell’LHC sia la parte facile del problema. Quella difficile è analizzare i dati. I segnali della presenza del bosone di Higgs sono predicibili, quindi la difficoltà di rilevarlo non sta a livello teorico ma a livello meramente pratico. E’ come cercare una sequenza ben precisa di cifre, all’interno di un immensa quantità di cifre sparse a caso, una sorta di data mining all’interno di un insieme mostruosamente ampio di dati.

Per farlo è nata “The Grid”, una rete a livello mondiale che connette molti enti e centri di ricerca con collegamenti a larga (larghissima) banda. L’obbiettivo è spezzare dinamicamente la mole di dati da analizzare, inviarla ai vari centri, e ricevere le risposte attese.

L’idea è simile al famoso SETI@home, il progetto che prevede l’installazione di un software sul proprio pc, la cui capacità di elaborazione viene così in parte utilizzata per analizzare i segnali radio provenienti dallo spazio alla ricerca di sequenze “intelligenti”. Anche in questo caso quindi si parla di condivisione della capacità elaborativa. La differenza sostanziale con The Grid è che quest’ultimo prevede l’esistenza di relativamente pochi centri di calcolo connessi tra loro con con collegamenti a larghissima banda.

E’ quindi richiesta la presenza di due fattori : 1- centri di calcolo. 2- la banda. Entrambi i problemi sembrano essere risolti (o risolvibili), perchè da un lato The Grid ha suscitato l’entusiamo di molti enti di ricerca e governativi disposti amettere a disposizione i primi, e dell’altro pare che di fibra inutilizzata ce ne sia a sufficienza e a basso costo per connettere questi centri tra loro.

Il Grid dell’LHC utilizza come middleware un software chiamato Globus Toolkit, costruito per gestire la suddivisione dei dati e degli oneri di calcolo. All’interno di Grid un traffico di svariati Gigabit al secondo si muoverà tra i vari centri di calcolo.

Chi vede in Grid una possibile rivoluzione per la rete ritiene che quando il sistema sarà consolidato, sarà come avere a disposizione ovunque un immensa capacità di elaborazione. Basterà connettersi e come per magia la potenza di calcolo incredibile di centri sparsi in tutto il mondo sarà al nostro servizio, sempre, ovunque. Niente più quindi necessità di possedere un’unità elaborativa, i calcoli li farà la rete.

I detrattori tuttavia si domandano a che cosa possa serivre una simile potenza di calcolo nel concreto. Attualmente progetti che ne potrebbero trarre vantaggio (oltre all’LHC, naturalmente) sono tutti di ampia portata, come la ricerca medica, le modellazioni sull’areodinamica, calcoli finanziari complessi di multinazionali, e così via. Insomma tutti compiti decisamente fuori dalle abitudini e dall’interesse dell’utente medio.

Bisogna ricordarsi però che anche internet è nata come un progetto inter-universitario, lontano dall’utenza media, e che la fantasia degli utenti ha sempre saputo trovare utilizzi a tecnologie che al momento della loro invenzione erano relegate a utilizzi strettamente scientifici o militari.

Basta pensare che 20 anni fa, quando i contenuti digitali erano pochissimi, non avremmo avuto la minima idea di come riempire un hd da 100 gb o sfruttare una connessione da 20 mbit/s. Oggi, ce li facciamo a malapena bastare!

Come configurare la wireless del Politecnico di Milano su Ubuntu

•Aprile 13, 2008 • 4 Commenti

Come molti studenti del Politecnico di Milano che usano linux e derivati vari ho avuto i miei problemucci quando ho dovuto impostare il mio pc con Ubuntu 7.10 per usare la wireless dell’università.

Ora è tutto più semplice grazie alla guida resa disponibile dall’ASI (ci hanno messo qualche anno ma finalmente si sono accorti che non esiste solo win 98..). La guida è fatta molto bene, e anche se può piacere poco a chi è un po’ terrorizzato da terminali e file di configurazione il mio consiglio è di seguirne le istruzioni.

Esiste con Ubuntu anche la possibilità di connettersi con il network manager impostando tutto da interfaccia grafica, ma è una cosa che sconsiglio perchè non esiste allo stato attuale una versione del programma che funzioni in modo soddisfacente.

questo è il link della guida:

http://www.asi.polimi.it/rete/wifi/istruzioni.html

Ora un paio di trucchetti aggiuntivi per chi magari usa ubuntu da poco tempo e vuole poter godere anche al politecnico di tutti i comfort che offre la rete.

Per utilizzare tutti i programmi che si connettono ad internet bisogna ricordarsi che devono passare prima dal proxy del poli, il cui indirizzo è 131.175.12.65, porta 8080.

per usare Mozilla Firefox:

Modifica –> Preferenze –>in alto “Avanzate” –> selezionare il tab “rete” –> nel riquadro connessione, “Impostazioni” –> selezionare “Configurazione manuale del Proxy”.

Impostare come proxy HTTP l’indirizzo 131.175.12.65, e come porta 8080. Spuntare la casella “Utilizzare lo stesso proxy per tutti i protocolli”. Controllare infine che nel campo “nessun Proxy per” ci sia scritto “localhost, 127.0.0.1″.

Ora è sufficiente salvare le impostazioni, non è necessario riavviare firefox ma solo ricaricare eventuali pagine web che stavate caricando.

per usare Amsn:

Amsn è il celebre clone del messenger di Microsoft.

Dalla schermata principale –> Account –> Preferenze –> Connessioni

Selezionare “mi connetto a internet usando un server proxy”, spuntare HTTP (POST method), e nella casella server digitare 131.175.12.65, e come porta 8080. Lasciare vuoti i campi “indirizzo mail” e “password”!

per usare Pidgin

Dalla schermata principale –>Accounts –>selezionare il proprio account e cliccare su “edit account”

Selezionare il tab “Advanced” e sotto “Proxy Options” selezionare HTTP come proxy Type, 131.175.12.65 come host, e 8080 come port. Così dovrebbe funzionare tutto.

Per poter utilizzare Synaptic e i comandi di aptitude (apt-get)

Questo vi permettera di utilizzare le funzionalità dei repository come l’aggiornamento automatico del sistema operativo e l’installazione di programmi anche quando siete connessi dal Politecnico.

Il concetto è il solito, dobbiamo impostare Synaptic per utilizzare il proxy.

Dal desktop di Gnome: Sistema –> Amministratore –> Gestore pacchetti Synaptic, inserite la vostra password di amministrazione.

Cliccate su Settings –> Preferences –> Network.

Da qui selezionate “manual proxy configuration” e come HTTP proxy impostate 131.175.12.65 e porta 8080. E’ consigliabile scrivere anche “localhost” nel campo “No proxy for”.

E’ inutile specificare impostazioni per il protocollo ftp perchè non è permesso dal proxy dell’università.

l’unico protocollo che viene fatto passare dal proxy è http (e https), tutti i pacchetti destinati a porte diverse dall’80 e dalla 443 verranno perciò scartati.

Questo ci impone di modificare un’altra cosa prima di essere sicuri di poter usare i repository di Ubuntu.

Da un terminale digitare: sudo gedit /etc/apt/sources.list

Questo apre la lista dei repository. E’ possibile che alcuni indirizzi inizino con “ftp”, e questo impedirà loro di funzionare dietro al proxy del politecnico. Tuttavia la maggior parte dei repository (per non dire tutti) dovrebbero supportare anche il protocollo http, perciò è sufficiente utilizzare la funzione “trova/sostituisci” di gedit per sostituire tutti gli eventuali ftp davanti agli indirizzi con http.

Salviamo, usciamo, e da terminale lanciamo il comando: “sudo apt-get update”. Se non viene restituito nessun errore alla fine dell’esecuzione il gioco è fatto!

Eempio di script per connettersi

I comandi per connettersi specificati nella guida dell’ASI sono tutti necessari, ma doverli ridigitare ogni volta può essere piuttosto noioso. Per questo per i meno esperti, o per gli esperti più svogliati, incollo di seguito un banalissimo script che esegue in automatico i comandi per noi.

#! /bin/sh

#chiudiamo eventuali processi rimasti aperti da precedenti tentativi di connessione

sudo killall dhclient
sudo killall wpa_supplicant

#attivo scheda wireless
sudo ifconfig eth0 up

#configuro access point e avvio wpa_supplicant

#notare che eth0 andrà sostituito con il nome della vostra interfaccia wireless (a volte wlan0)
sudo iwconfig eth0 essid internet

#il seguente comando attiva il wpa_supplicant. I driver wext sono utilizzati ad esempio per molte

#schede intel, mentre dopo -c chiaramente dovrete sostiuire il percorso con quello in cui avete salvato

#il vosto wpa_supplicant.conf

sudo wpa_supplicant -i eth0 -D wext -c/etc/wpa_supplicant.conf -dd -B

#-B farà lavorare in background wpa_supplicant, mentre viene eseguito il comando seguente,

#che serve per richiedere un indirizzo ip all’access point.

sudo dhclient eth0 #come al solito sostituire eth0 con ilnome della propria interfaccia di rete
#fine dello script

Tutto quello che bisogna fare con questo script (dopo le opportune piccole modifiche segnalate per adattarlo al proprio sistema) è copiarlo e incollarlo in un file di testo, salvare, cliccarci col destro e nelle propiretà dargli i permessi di esecuzione.

Facendovi doppio click verrà chiesto come si desidera eseguirlo, basta cliccare “run in terminal”, verrà richiesta la password di amministratore e poi tutto dovrebbe funzionare!

primo post

•Aprile 7, 2008 • Lascia un Commento

Inizio a scrivere questo blog soprattutto con l’idea di raccogliere guide e risposte ai problemi relativi al mondo dell’informatica, e in particolare open source, e di interesse tecnologico in generale.

Blog come questo ce ne sono a centinaia, e non pretendo di fare il più bello, ma sono tante goccioline che fanno il mare e visto che spesso ci si imbatte in problemi irrisolti penso che ci sia ancora tanto contributo da dare.

Al momento in cui scrivo il blog è vuoto, non ho voluto aspettare di avere del materiale da pubblicare prima di aprirlo, ma confido arriverà presto.

Anche se è giusto scegliere un campo di interesse principale, in questo blog si può discutere di quello che si vuole, l’unica limitazione è che gli argomenti siano interessanti!

Ciao a tutti

Tia