The Grid

Visto che ultimamente su giornali specialistici, di carta o di pixel che siano, spuntano come funghi articoli che parlano di ormai vicine rivoluzioni della rete a livello infrastrutturale, e che nella maggior parte dei suddetti articoli non si capisce in cosa consista in realtà, ho deciso di fare un po’ di ricerche, e di chiarezza, sull’argomento.

THE GRID, e il “Bosone di Higgs” (o di Dio)

Come molti sanno al Cern di Ginevra è quasi pronto l’LHC, o Large Hadron Collider. Si tratta del più grande acceleratore di particelle del mondo, una struttura imponente che dovrebbe servire a “testare” le più controverse e affascinanti teorie della fisica.

Inizialmente l’inaugurazione era prevista per il 2007, poi è stata rimandata al maggio 2008 (ad Aprile è previsto un test generale) per inconvenienti tecnici.

Uno degli obbiettivi fondamentali dell’LHC dovrebbe essere quello di permettere di “vedere”, all’interno del caos provocato dalle collisioni guidate di microparticelle, il bosone di Higgs, detto anche “bosone di Dio” (!), una particella che, per dirla in modo maccheronico, secondo molti fisici dovrebbe essere la chiave per spiegare perchè le cose hanno una massa, ma la cui esistenza di fatto non è mai stata rilevata sperimentalmente. (mi scuso con qualunque fisico avesse letto questo paragrafo!).

La parte più interessante per gli amanti di internet però è un’altra. I ricercatori infatti pensano che far collidere tra di loro le particelle all’interno dell’LHC sia la parte facile del problema. Quella difficile è analizzare i dati. I segnali della presenza del bosone di Higgs sono predicibili, quindi la difficoltà di rilevarlo non sta a livello teorico ma a livello meramente pratico. E’ come cercare una sequenza ben precisa di cifre, all’interno di un immensa quantità di cifre sparse a caso, una sorta di data mining all’interno di un insieme mostruosamente ampio di dati.

Per farlo è nata “The Grid”, una rete a livello mondiale che connette molti enti e centri di ricerca con collegamenti a larga (larghissima) banda. L’obbiettivo è spezzare dinamicamente la mole di dati da analizzare, inviarla ai vari centri, e ricevere le risposte attese.

L’idea è simile al famoso SETI@home, il progetto che prevede l’installazione di un software sul proprio pc, la cui capacità di elaborazione viene così in parte utilizzata per analizzare i segnali radio provenienti dallo spazio alla ricerca di sequenze “intelligenti”. Anche in questo caso quindi si parla di condivisione della capacità elaborativa. La differenza sostanziale con The Grid è che quest’ultimo prevede l’esistenza di relativamente pochi centri di calcolo connessi tra loro con con collegamenti a larghissima banda.

E’ quindi richiesta la presenza di due fattori : 1- centri di calcolo. 2- la banda. Entrambi i problemi sembrano essere risolti (o risolvibili), perchè da un lato The Grid ha suscitato l’entusiamo di molti enti di ricerca e governativi disposti amettere a disposizione i primi, e dell’altro pare che di fibra inutilizzata ce ne sia a sufficienza e a basso costo per connettere questi centri tra loro.

Il Grid dell’LHC utilizza come middleware un software chiamato Globus Toolkit, costruito per gestire la suddivisione dei dati e degli oneri di calcolo. All’interno di Grid un traffico di svariati Gigabit al secondo si muoverà tra i vari centri di calcolo.

Chi vede in Grid una possibile rivoluzione per la rete ritiene che quando il sistema sarà consolidato, sarà come avere a disposizione ovunque un immensa capacità di elaborazione. Basterà connettersi e come per magia la potenza di calcolo incredibile di centri sparsi in tutto il mondo sarà al nostro servizio, sempre, ovunque. Niente più quindi necessità di possedere un’unità elaborativa, i calcoli li farà la rete.

I detrattori tuttavia si domandano a che cosa possa serivre una simile potenza di calcolo nel concreto. Attualmente progetti che ne potrebbero trarre vantaggio (oltre all’LHC, naturalmente) sono tutti di ampia portata, come la ricerca medica, le modellazioni sull’areodinamica, calcoli finanziari complessi di multinazionali, e così via. Insomma tutti compiti decisamente fuori dalle abitudini e dall’interesse dell’utente medio.

Bisogna ricordarsi però che anche internet è nata come un progetto inter-universitario, lontano dall’utenza media, e che la fantasia degli utenti ha sempre saputo trovare utilizzi a tecnologie che al momento della loro invenzione erano relegate a utilizzi strettamente scientifici o militari.

Basta pensare che 20 anni fa, quando i contenuti digitali erano pochissimi, non avremmo avuto la minima idea di come riempire un hd da 100 gb o sfruttare una connessione da 20 mbit/s. Oggi, ce li facciamo a malapena bastare!

~ di 00tia00 su Aprile 15, 2008.

Una Risposta to “The Grid”

  1. Direi da bravo telecomunicazionista ottuso del cazzo che non vedo nulla di trascendentale in una serie di connessioni dedicate, se non che tutta quella banda mi farebbe una gola della madonna!
    cmq alla fin delle finite sarà la solita maranzata, ovvero: dopo che le istituzioni l’avranno sfruttata x progettare armi, cercare bosoni e uccidere qualcuno, se si vorrà utilizzare “thegrid”, inizialmente bisognerà pagare uno sproposito, poi se lo spread sarà buono inizierà ad avere un prezzo decente (non ho detto popolare!).
    a questo punto direi che bisognerà iniziare ad arrovellarsi per scovare modi di essere dalla parte di quelli che ci lucrano..

    MUAHUAUAHAUAHAHHAHAHAHHAHA!!

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